{"id":494,"date":"2022-12-06T11:06:08","date_gmt":"2022-12-06T10:06:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fabiodagostino.it\/?page_id=494"},"modified":"2023-02-12T18:13:16","modified_gmt":"2023-02-12T17:13:16","slug":"biografia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.fabiodagostino.it\/biografia\/","title":{"rendered":"Biografia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.fabiodagostino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/fabio-dagostino-artista.jpg\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" srcset=\"https:\/\/www.fabiodagostino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/fabio-dagostino-artista.jpg 720w, https:\/\/www.fabiodagostino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/fabio-dagostino-artista-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.fabiodagostino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/fabio-dagostino-artista-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.fabiodagostino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/fabio-dagostino-artista-230x230.jpg 230w, https:\/\/www.fabiodagostino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/fabio-dagostino-artista-350x350.jpg 350w, https:\/\/www.fabiodagostino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/fabio-dagostino-artista-480x480.jpg 480w\" alt=\"\" width=\"195\" height=\"195\" \/> Fabio D&#8217;Agostino \u00e8 nato a Enna l&#8217;11 Maggio 1981 e fin da subito \u00e8 stato portato a spasso per l&#8217;Italia cercando di seguire i grandi cantieri edili in cui suo padre lavorava. Prima dei 15 anni aveva gi\u00e0 vissuto in Sicilia, Sardegna, Puglia, Emilia Romagna e Lombardia. Ogni trasloco significava dolore, ricostruzione, addii e nuove scoperte. Il continuo reinventarsi portava domande esistenziali e la ricerca di risposte. A 15 anni \u00e8 finalista in un concorso di scultura in legno a cui partecipa insieme alla madre che da anni restaurava mobili antichi, dipingeva e intagliava il legno. Il padre, diplomato alla scuola d&#8217;arte, non aveva troppo tempo per dedicarsi all&#8217;arte ma a casa c&#8217;erano diversi suoi quadri e sculture. L&#8217;arte \u00e8 sempre stata l\u00ec, una cosa di famiglia, chiusa tra le 4 mura. In quel periodo trova conforto nella lettura e ci si immerge totalmente, cercando risposte che spieghino i malesseri e i moti interiori. Fabio \u00e8 curioso e in continuo fermento. Scopre il teatro, la poesia, la fotografia. Si cimenta con la pittura e con il legno ma in maniera discontinua, come una barca alla deriva durante una tempesta. Dopo il diploma in elettronica e comunicazioni viene chiamato a lavorare in una scuola superiore come tecnico informatico, un lavoro che lo impegna soltanto la mattina. Nel 2013, dopo un complicato periodo familiare e personale decide lui stesso di trasferirsi, di ricominciare, da zero. Il lavoro gli permette di poter fare domanda di trasferimento in una provincia italiana. Sceglie un posto che non conosce e dove nessuno lo conosce. Vuole il mare, vuole la collina e un contatto pi\u00f9 profondo con la terra, vuole un ritmo pi\u00f9 lento e a portata d&#8217;uomo, lontano dalla frenesia dell&#8217;industriosa e industriale pianura padana. Va a vivere a Fermo, nelle colline lussureggianti delle Marche, tra l&#8217;adriatico e i monti Sibillini. Questa nuova dimensione gli permette di immergersi ancora di pi\u00f9 in se stesso e inizia a dedicare il tempo all&#8217;arte, alla sperimentazione e allo studio. Inizia con la pittura ma quasi subito torna alla scultura. Prova diversi materiali e quando arriva al ferro se ne innamora. Le sculture cercano di dare risposta alle sue domande. La ricerca spirituale svaria dalla psicologia all&#8217;alchimia, dallo sciamanesimo al buddismo. Scopre tanti aiutanti e passa tutto il tempo che ha a disposizione intrecciando fil di ferro, cercando di sbrogliare la matassa interiore della sua vita. Nel 2017 inizia a partecipare a mostre e concorsi che lo portano a viaggiare lungo lo stivale. La scultura e l&#8217;arte diventano cibo per l&#8217;anima e per la mente. Ogni mostra e concorso gli regalano nuovi spunti e nuovi stimoli che si incarnano nelle sue sculture. All&#8217;inizio del 2020 Fabio ha appeso un foglio nel suo studio. E&#8217; la frase di un grande luminare del 1900:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cL&#8217;artista che riuscisse a espandere e perfezionare in ugual misura la propria personalit\u00e0 e la propria opera raggiungerebbe le massime altezze umane. Ma ci\u00f2 \u00e8 dato a pochi; poich\u00e9 ben di rado la forza di un uomo basta a portare l&#8217;opera interiore e l&#8217;opera esteriore a una ugual perfezione. Poich\u00e8 i grandi talenti sono i frutti pi\u00f9 belli, ma spesso anche i pi\u00f9 pericolosi, dell&#8217;albero dell&#8217;umanit\u00e0. Pendono dai rami pi\u00f9 sottili, che si spezzano facilmente.\u201d<\/em> (Carl Gustav Jung)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appena pi\u00f9 in basso ha aggiunto:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cSono una particella nell\u2019universo, un frammento in continua metamorfosi.\u201d<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Esposizioni e concorsi<\/h2>\n<ul>\n<li><strong>Stupor Mundi<\/strong> &#8211; Melfi 2017<\/li>\n<li><strong>Il diritto ad esprimersi<\/strong> &#8211; Giovinazzo 2017<\/li>\n<li><strong>Finalista al II\u00b0 Premio Michele Cea<\/strong> &#8211; Milano 2017<\/li>\n<li><strong>L&#8217;Arte va alla rocca<\/strong> &#8211; Rocca Brivio San Giuliano Milanese 2018<\/li>\n<li><strong>Concorso Internazionale d&#8217;Arte I Dauni<\/strong> &#8211; Ia scultura installazione per realizzazione e messaggio &#8211; Vieste 2018<\/li>\n<li><strong>Face&#8217;arts<\/strong> &#8211; Sanremo 2018<\/li>\n<li><strong>Premio Citt\u00e0 di Montecosaro<\/strong> &#8211; Premio di rappresentanza \u201cGalleria Artem di Bratislava\u201d &#8211; Montecosaro 2018<\/li>\n<li><b>Terzo classificato al \u201cIII\u00b0 Premio Michele Cea\u201d<\/b> &#8211; Milano 2018<\/li>\n<li><strong>&#8220;Arte insieme\u201d<\/strong> \u2013 Civitavecchia 2018<\/li>\n<li><strong>Concorso Internazionale d\u2019Arte I Dauni<\/strong> \u2013 Vieste 2019<\/li>\n<li><strong>Face&#8217;arts<\/strong> \u2013 Verona 2019<\/li>\n<li><strong>\u201cNaufragi\u201d<\/strong> \u2013 Vieste 2019<\/li>\n<li><strong>Secondo classificato al \u201cIV\u00b0 Premio Michele Cea\u201d<\/strong> \u2013 Milano 2019<\/li>\n<li><strong>Face&#8217;arts<\/strong> \u2013 Conversano 2019<\/li>\n<li><strong>\u201cNel Buio\u201d<\/strong> percorso espositivo sensoriale \u2013 Lecce 2019<\/li>\n<li><strong>\u201cAnime senza voce\u201d<\/strong> &#8211; Ferrara 201<\/li>\n<li>\u00a0<strong>\u201cIl dito d&#8217;onore\u201d<\/strong> &#8211; Milano 2019<\/li>\n<li><strong>\u201cCorpi Alchemici\u201d<\/strong> mini personale \u2013 Voghera 2019<\/li>\n<li><strong>Finalista al \u201cV\u00b0 Premio Michela Cea\u201d<\/strong> \u2013 Milano 2020<\/li>\n<li><strong>\u201cIo come me stesso\u201d<\/strong> \u2013 Roma Pocket Art Studio 2021<\/li>\n<li><strong>\u201cErrare e Umano\u201d<\/strong> \u2013 Servigliano 2022<\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.fabiodagostino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/bio1-1024x228.jpg\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"https:\/\/www.fabiodagostino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/bio1-1024x228.jpg 1024w, https:\/\/www.fabiodagostino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/bio1-300x67.jpg 300w, https:\/\/www.fabiodagostino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/bio1-768x171.jpg 768w, https:\/\/www.fabiodagostino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/bio1-830x184.jpg 830w, https:\/\/www.fabiodagostino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/bio1-230x51.jpg 230w, https:\/\/www.fabiodagostino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/bio1-350x78.jpg 350w, https:\/\/www.fabiodagostino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/bio1-480x107.jpg 480w, https:\/\/www.fabiodagostino.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/bio1.jpg 1800w\" alt=\"Fabio D'Agostino - Opere\" width=\"1024\" height=\"228\" \/><\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Critiche<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le opere di Fabio D\u2019Agostino costituiscono un percorso lungo le vie della coscienza, una ricerca costante attorno a tutto ci\u00f2 che \u00e8 impalpabile e spirituale. Ponendo al centro l\u2019uomo, l\u2019artista indaga negli spazi pi\u00f9 profondi dell\u2019essere rendendo percepibili i sottili legami dei moti che significano l\u2019esistenza. La tecnica sembra voler sottolineare l\u2019indissolubilit\u00e0 delle relazioni tra persone e percezioni emotive, l\u2019intreccio del fil di ferro va a dare forma ai pensieri e alle visioni, le forme antropomorfe occupano spazi mentali, creano nel contempo, vuoti necessari, invitando alla riflessione e imponendosi per le tematiche umane e sociali. Ne risulta un\u2019arte che vive in un\u2019aura atemporale, altamente catartica e insieme alchemica, dove ogni elemento ha un suo perch\u00e9 in una visione cosmica dell\u2019essere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>REFERENZE:<\/em> <strong>Stefania Maggiulli Alfieri (sociologa dell\u2019arte e critica)<\/strong>:<br \/>\nVieste, show room Nikephoros. Vieste, IN. MUS.A &#8211; Museo Atelier Arti e Mestieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alchimia come l&#8217;antica arte di trasmutare i metalli vili in oro, Fabio li trasforma in archetipo, in maschera, in figure umane silenziosamente presenti che richiamano gli elementi. I volti richiamano le maschere tribali e le pose hanno un che di ascetico, isolando i soggetti dal contesto esterno. L&#8217;intreccio di fili metallici modella l&#8217;anatomia richiamando l&#8217;intreccio vitale dei vasi e delle vene che trasportano la linfa vitale, in un gioco di pieni e vuoti dove tutto si muove pur restando fermo.<\/p>\n<p><em>REFERENZE:<\/em> <strong>Stefania Maggiulli Alfieri (sociologa dell\u2019arte e critica)<\/strong>:<br \/>\nVieste, show room Nikephoros. Vieste, IN. MUS.A &#8211; Museo Atelier Arti e Mestieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Artista manifesta l\u2019adozione di strutture basiche, nell\u2019intento di evidenziarne spazio e tempo allo scopo di definirne l\u2019immagine e i relativi messaggi dai vari elementi intrecciati e di rendere le opere elementi modulari. Con talento indiscusso ed estro la forma assume compostezza e rigore, soprattutto evoca immagini modulari particolarmente interessanti da fruire anche tridimensionalmente che danno valore maggiore all\u2019opera. L\u2019Artista usa tecniche moderne, ma l\u2019utilizzo dei fili di metallo intrecciato in scansioni modulari complesse crea composizioni che richiamano, anche se sono sculture, il tracciato dei disegni dei Maestri Rinascimentali.<\/p>\n<p><strong>Maria Teresa Eleuteri &#8211; Docente di Storia dell\u2019Arte e Discipline Pittoriche<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">POTENZA IN ATTO<br \/>\nPotenza in atto, atto in potenza. E lo scardinarsi delle viscere della terra. Tra calore estenuante e lava bollente, emerge un braccio. Un\u2019unione uomo-natura che, indissolubilmente, partecipa a esprimere lo spleen. Dalla natura come un tempio di baudelairiana memoria al caos contemporaneo nel gesto di ribellione e sconquasso. L\u2019antico equilibrio sembra essersi spezzato. La materia diventa strumento che, nelle mani dell\u2019artista, si plasma in simbiosi con il creatore stesso. Un\u2019azione di manifesta libert\u00e0, ora, senza pi\u00f9 freni. Non interessa l\u2019estetica in quanto tale ma la trasmissione di un significato pi\u00f9 complesso. Il ferro, l\u2019allumino e lo stagno forgiati con la perizia mitologica del dio Vulcano favoriscono il coinvolgimento a 360 gradi. L\u2019essere umano e la terra insieme raccontano la poliedrica essenza dell\u2019animo. La pietra, simbolo di peso, di blocco, di ostacolo alla personale indipendenza, palpita cos\u00ec forte da immaginarne il frastuono. La rabbia repressa scaturisce come sturm und drang, tempesta e impeto. L\u2019artista \u00e8 riuscito a infondere in quel grezzo blocco lapideo, il pulsante fascino di un cuore ferito che arde nel desiderio di trovare pace. La scultura di Fabio sintetizza la volont\u00e0 di uscire dall\u2019inferno che circonda l\u2019uomo poich\u00e9 non vi \u00e8 metodo pi\u00f9 sicuro per evadere dal mondo che seguendo l\u2019arte, e nessun metodo pi\u00f9 sicuro di unirsi al mondo che tramite l\u2019arte.<\/p>\n<p><strong>Massimiliano Porro &#8211; Docente presso Accademia di Belle Arti Aldo Galli &#8211; IED Como Critico d&#8217;arte<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fabio D&#8217;Agostino \u00e8 nato a Enna l&#8217;11 Maggio 1981 e fin da subito \u00e8 stato portato a spasso per l&#8217;Italia cercando di seguire i grandi cantieri edili in cui suo padre lavorava. 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